Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Appello di Francesco Pugliatti

Tramite la nostra Nadia ci giunge questa lettera-appello che Francesco Pugliatti -detenuto a Spoleto- ha inviato al Magistrato di Sorveglianza e al Direttore della Casa di Reclusione di Spoleto.

Francesco Pugliatti non chiede di essere liberato. Vorrebbe solo scontare la pena come un essere umano e non come un cane bastonato.

Vorrebbe potere fare qualche lavoro interno, vorrebbe potere essere seguito e ricevere un vero trattamento.

SOPRATTUTTO VORREBBE VEDERE LA PROPRIA FAMIGLIA CHE NON VEDE DA TRE ANNI.

Quest’uomo non vede moglie e figli da tre anni!

Ogni commento è superfluo…

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ALLA CORTESE ATTENZIONE DELL’UFFICIO DI SORVEGLIANZA 

E DELLA DIREZIONE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI SPOLETO

Il sottoscritto Pugliatti Francesco nato il 05/12/1973 a Piedimonte Etneo (CT), residente in via Maiano n. 10, Spoleto (PG), attualmente detenuto presso questo istituto, come in atti generalizzato.

OGGETTO: sciopero della fame a tempo indeterminato, al fine di tutelare i propri diritti da detenuto; di potere scontare una pena dignitosa, di potere avere un lavoro dignitoso che mi permetta di sopravvivere senza dare peso alla propria famiglia che ha già i suoi problemi, di avere una stanza singola per come la prevede l’art. 22 del C.P., di potere scontare una pena già disumana; che lo stato italiano mi ha inflitto, la pena dell’ergastolo (fortunatamente comune, violando la legge dei diritti dell’umanità.

Il sottoscritto non chiede nulla di particolare, ma solo di potere vivere una vita più dignitosa e umana possibile, per come lo prevedono le norme amministrative e penitenziarie.. Circoare N. (Pu-GDAP-1A00-26/04/2012-0177644) rilasciata dal D.A.P. e dai garanti dei detenuti.

L’OPPORTUNITA’ di potere lavorare per come lo prevede l’ordinamento penitenziario per quanto riguarda i detenuti in gravissimo disagio economico, in modo da essere autonomo e indipendente senza dare peso ai familiari che giacciono in pessime condizioni economiche e che non vedo da ben tre anni.

L’OPPORTUNITA’ di avere una cella singola per come lo prevede l’art. 22 del Codice Penale.

L’OPPORTUNITA’ di potere avere la possibilità di essere reinserito e rieducato per come lo prevede la vecchia legge Goggini. Ogni singolo detenuto va recuperato e reinserito nella società da cui è stato allontanato.

L’OPPORTUNITA’ di avere un avvicinamento per potere fare colloqui con la propria famiglia. Faccio presente che da più di tre anni non vedo mia moglie e i miei figli (rispettivamente di 12 e 9 anni). Premesso che l’art. 42 stabiliste che nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alle residenze delle proprie famiglie, inoltre l’art. 28 afferma il principio secondo il quale “la detenzione deve avvenire nella maggioranza dei casi in una località più vicina all’ambiente famigliare”.

L’OPPORTUNITA’ di avere un trasferimento presso degli istituti di pena (Bollate, Volterra, Padova, Bologna) ove c’è un’ampia scelta lavorativa e una elevata possibilità di reinserimento, visto anche che è accertato che il sottoscritto ha cambiato definitivamente il proprio modo di pensare e di agire.

L’OPPORTUNITA’ di avere i colloqui per come è  prescritto dall’Ordinamento Penitenziario, e dall’ultima circolare rilasciata dal D.A.P. e dai garanti dei detenuti, con gli educatori e gli assistenti sociali, compresa tutta l’equipe trattamentale, in modo da agevolare il mio rieducamento e reinserimento  nella società, di cui voglio fare parte. Tengo a precisare che da quando il sottoscritto è entrato in questo istituto non ha mai fatto colloqui con tutta l’equipe trattamentale, tanto meno con gli assistenti sociali. 

Tengo a precisare che tali richieste sono fondate su criteri e principi che riguardano solo la mia persona e la volontà di potere almeno scontare in modo dignitoso una pena così disumana.

Doverosi ossequi,

Spoleto 03-07-12

in fede

Francesco Pugliatti

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6 thoughts on “Appello di Francesco Pugliatti

  1. Caro Francesco , le tue richieste sono giustificate e se ne parli e solo perché non vengono mantenute da un sistema che non e riconoscibile come legge , tutto e insabbiato e la tua richiesta , viene messa a tacere …
    Non ci sono limiti ,fanno ciò che vogliono , si è usciti fuori dal sistema penitenziario che dovrebbe favorire un recupero dell’individuo , non facendo pressione , ma dandogli delle opportunità , sia nel campo lavorativo che e famigliare , ma purtroppo ciò che chiedi , non ha orecchie e figuriamoci il cuore …
    In quanto agli sciopero della fame , non scuote nessuno …cosa ci si aspetta per il futuro , se pensiamo che basterà poco perché qua salti un bomba nel cervello che che dio ci assista ….
    Il momento e delicatissimo …ma coraggio sei solo e come tale devi lottare …noi ti daremo una mano …voce dal di fuori …;) ;) :) ma sono sane , chiedono giustizia X l’ingiustizia , come te e come tanti come te , che aspettano invano ….
    Un abbraccio Pina !

  2. Davvero una vergogna non dare la possibilità ad un detenuto di poter vedere la propria famiglia …

  3. caro francesco sembra un utopia quello che chiedi in un paese dove tutto va allo sfacelo specialmente la giustizia,ma io spero con tutto il cuore che i tuoi diritti siano ascoltati da chi ha il sacrosanto dovere di tutelarti ti faccio gli auguri affinchè tu possa rivedere la tua fam. al più presto

  4. icittadiniprimaditutto on said:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. Alessandra lucini on said:

    Ciao Francesco, posso soltanto unirmi a ciò che è già stato detto, ti auguro di vincere questa battaglia e spero che tu risolva presto questo grande problema. L’incoerenza della (in)giustizia non ha mai fine. Un caro abbraccio e tutta la mia solidarietà, spero di avere presto notizie migliori .

  6. tre anni sono tanti,i ragazzini soprattutto non meritano quest’allontanamento…qualcuno potrebbe immaginare che costo comporta tirare su dei figli,e aggiungere alle spese un viaggetto in treno ,o in auto, fa precipitare la situazione!

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