Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Recensioni- Claudio Conte su “Il cielo ti cerca”

Per la rubrica delle recensioni -nata da una idea di Claudio Conte- Una recensione, da parte dello stesso Claudio, di “Il cielo ti cerca” di Richard Bach.

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Su “Il cielo ti cerca” di Richard Bach ed. Rizzoli

di Claudio Conte

Un romanzo breve, che affronta temi importanti, come quello sul destino e la sua determinabilità. Riproponendo antiche questioni: siamo padroni del nostro destino? E la realtà è quella che percepiamo o è un’illusione? Ci sono altre dimensioni? Bach, con questo racconto, accenna alla teoria dell’universo olografico di Bohm.

Ma non impressionatevi.. :-)! La storia narrata è quella di un istruttore di volo, amante del cielo, con alle spalle un’esperienza di ipnotismo che gli ha cambiato la vita, anzi gli ha svelato la vita. E gli permetterà di guidare all’atterraggio un aeroplano che a causa di un malore al pilota dev’essere condotto da un’ignota passeggera, senza alcuna esperienza di navigazione aerea. Ci riesce perché riesce a ipnotizzarla, facendole credere che ci riuscirà… e così sarà.

Perché gli eventi altro non sono che la conseguenza di determinate scelte e comportamenti determinati dalle nostre esperienze, convinzioni che incidono la realtà. Basta crederci. Non è detto che con la fede si possono smuovere le montagne? La verità è che niente è impossibile. Siam noi a porci dei limiti. Per colpa degli insegnamenti che riceviamo, della realtà che abbiamo imparato a conoscere con sensi “addomesticati”. Perché i sensi ingannano. Basta immaginare un bastone nell’acqua e “vedremo” che è storto…

Per Bach, autore tra l’altro de “Il gabbiano Livingstone”, ci sono solo due cose “reali”: Dio e l’Amore, che poi sono la stessa cosa… entrambe impalpabili e inimmaginabili. Beh! Non per l’amore, non per me che assume le fattezze e concretezza della persona amata…. ma per Bach, tutto il resto è frutto di una grande illusione.

Un tema antico, filosofico… che rinvia al “Velo di Maya” già espresso dai Veda e Purana, ma smetto.. diversamente qualche amica mi scriverà: “lo vedi che sei filosofo”?

Sì, l’argomento è un po’ “pesante”, ma all’interno del racconto è solo accennato in modo ce solo chi conosce il tema comprende il riferimento. Per il resto rimane una buona storia, che suscita qualche buona riflessione e soprattutto ribadisce come sia la volontà, la nostra a determinare il nostro destino, il nostro futuro. Comunque, niente di eccezionale, anche perché non vi sono ancora certezze scientifiche, ma solo ipotesi, teorie “dimostrabili”.

Qui mi sono trovato a confrontarmi sull’argomento con un agente e lui giustamente mi ha fatto notare: “E’ tutto una illusione? Però quando prendo un calcio il dolore lo sento…” e mi è sembrato inutile ribattere che anche il senso del dolore è frutto dell’immaginazione per questa teoria… :-)! Ma non posso dargli tutti i torti.

Nella storia si rievoca un esperimento ipnotico (stato nel quale non senti neanche il dolore…) che il protagonista, Jamus Forbes, aveva subito, durante uno spettacolo da un famoso illusionista, Blachsmith. Questi gli fece credere che folle all’interno di un pozzo, con mura di pietra, in un modo così reale che si era spaventato, salvo scoprire poi che era rimasto semple sul palco e che tutto lo vedevano affannarsi a superare delle mura che esistevano solo nella sua mente. Mura-mente. Un binomio sul quale si potrebbero scrivere mille e mille pagine… tante quante possono essere le “mura” dentro le nostre teste. Altro che “muraglia cinese”…

Essere consapevoli di queste possibilità, condizionamenti è l’unico modo per vincere le nostre paure, essere un po’ più liberi e vivere pienamente, invece di sopravvivere. Comprenderlo ti aiuta ad avere più fiducia in te stesso e a scegliere… la libertà infatti è la possibilità di scegliere.

Catanzaro-carcere 18 giugno 2012

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2 thoughts on “Recensioni- Claudio Conte su “Il cielo ti cerca”

  1. Alessandra lucini on said:

    Essere un po’ più liberi nella mente, hai detto bene Claudio, le mura peggiori ce le costruiamo coi con i nostri pregiudizi, mattone su mattone,bè, certo è che le fondamenta vengono preparate dai condizionamenti e noi invece di sbarazzarci da questi condizionamenti usiamo queste fondamente per tirare su dei muri che con l’andare del tempo diventano insormontabili. A volte però succede che attraverso le fessure vediamo qualcuno che vola libero con le proprie idee e la propria testa, allora abbattiamo quei muri e ci apriamo all’amore, non intendo in questo caso l’amore per un’altra persona, non solo per lo meno, ma quell’amore che si manifesta nel pieno del significato della parola : A-morem, negazione della morte, ovvero rispetto della propria vita e della vita altrui, ogni vita, comunque essa sia vissuta, merita rispetto.
    Grazie per questa ennesima tua recensione, non mi stanco mai di leggerle Claudio, complimenti come sempre.

  2. sapevo che avevo letto qualcosa di questo autore….ma a parte la parola “gabbiano” non ho ricordi….magari lo leggo anch’io,sperando che non sia troppo noioso ;)

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