Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ancora su Alessandro Cataldo a Catanzaro- lettera di Emidio Quintieri

Il caso di Alessandro Cataldo di Cetraro, lo stiamo seguendo da diverso tempo. Da quando ci giunse -dal carcere di Catanzaro il cui è ristretto- una sua lettera-appello (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/04/26/aiutatemi-a-guarire-dal-linfoma-di-hodgkin-carcere-di-catanzar/) .

E poi -il 15 giugno- organizzammo un invio di lettere collettivo per sensibilizzare su questa vicenda (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/06/15/detenuto-affetto-dal-linfoma-di-hodgkin-a-catanzaro-un-appello/).

Per Alessandro Cataldo non sembrano ancora essere emerse novità di rilievo.

Emilio Quintieri, ex Consigliere Nazionale dei Vas ed Esponente dei Verdi ha seguito questo caso fin dall’inizio e ha collaborato con noi per la creazione dell’evento collettivo. Recentemente ci ha portato a conoscenza di una lettera inviata alla Direttrice del Carcere di Catanzaro, e per conoscenza, al Provveditorato regionale, e al Ministero della giustizia, circa un fatto che sembra molto sgradevole se fosse confermato.. 

In pratica ad Alessandro Cataldo, ricoverato attualmente presso il Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio”, appunto per la sua situazione patologica grave, non viene consentito di acquistare acqua né di riceverla dai suoi familiari. Ma riceve solo un litro d’acqua al giorno. Come scrive Emilio, non si capisce il perché di tale limitazione verso un detenuto già in grave stato patologico, in un periodo estivo di alte temperature e con una febbre alta in corso (almeno al momento in cui Emilio ha scritto la lettera).. quindi soggetto a una forte disidratazione che richiederebbe più di un litro d’acqua fornito con modalità burocratiche.

Attendiamo chiarimenti e siamo disponibili ad ospitare controrepliche.

Di seguito la lettera spedita da Emilio Quintieri.

———————————————————————

Inviato: mercoledì 11 luglio 2012 20.14

Da: Emilio Quintieri [mailto:emilio.quintieri@alice.it] 
A: ‘cc.catanzaro@giustizia.it’; ‘pr.catanzaro@giustizia.it’
Cc: ‘dg.detenutietrattamento.dap@giustizia.it’; (bernardini.rita@gmail.com); ‘raul.romevairueda@europarl.europa.eu’
Oggetto: Detenuto Alessandro CATALDO da Cetraro (CS) – Casa Circondariale Siano Catanzaro.
Priorità: Alta
—-

Gent.ma Direttrice Dott.ssa Angela Paravati
Casa Circondariale Siano – Catanzaro
CATANZARO

e, per opportuna conoscenza :

Gent.mo Direttore Dott. Roberto Calogero Piscitello
Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento
Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Ministero della Giustizia
ROMA

Gent.mo Provveditore Dott. Gianfranco De Gesu
Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria 
Ministero della Giustizia
CATANZARO

Al Gruppo Parlamentare dei Radicali Italiani 
Camera dei Deputati – Palazzo Montecitorio
ROMA

Al Gruppo Parlamentare dei Verdi Europei
Parlamento Europeo
BRUXELLES

E’ stato reso noto allo scrivente che al detenuto Alessandro Cataldo da Cetraro (CS), ristretto presso la Casa Circondariale Siano Catanzaro ed attualmente ricoverato presso il Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro poiché affetto da “Linfoma di Hodgkin” non gli viene consentito né di acquistare dell’acqua potabile né di ottenerla tramite i propri familiari.
Le giustificazioni che sono state fornite ai congiunti del Signor Cataldo sono “l’acqua provvede a fornirla direttamente l’Ospedale” mentre il detenuto ha riferito ai propri familiari che gli hanno fatto visita che gli viene donato 1 litro d’acqua al giorno e, precisamente, una bottiglia da mezzo litro alla mattina e un’altra bottiglia da mezzo litro alla sera.
Risulta al sottoscritto che il citato detenuto da diversi giorni ha la febbre alta con sudorazione profusa per cui, a maggior ragione, sente il bisogno di bere molta acqua e/o altri liquidi per compensare la disidratazione provocatagli dalla febbre e dalla sudorazione.
Non riesco a comprendere i motivi di tale accanimento contro questo detenuto ed in modo particolare quali norme giuridiche consentano all’Amministrazione Penitenziaria di vietare allo stesso di comprare, detenere ed avere quanta acqua potabile necessiti per le sue esigenze soprattutto tenendo conto del suo noto stato di salute e delle calde temperature di questi giorni.
Non esiste alcuna norma che giustifichi il comportamento posto in essere dall’Amministrazione Penitenziaria anzi l’Art. 9 dell’Ordinamento Penitenziario (Legge nr. 354/1975) stabilisce che “I detenuti e gli internati devono avere sempre a disposizione acqua potabile. ……” e dell’Art. 19 delle Regole Minime per il Trattamento dei Detenuti (Raccomandazione Comitato dei Ministri della Comunità Europea 12 febbraio 1987) “L’acqua potabile deve essere disponibile per ogni detenuto.” e dell’Art. 22 comma 5 delle Regole Penitenziarie Europee (Raccomandazione Comitato dei Ministri della Comunità Europea agli Stati Membri del 11 Gennaio 2006)“ I detenuti devono avere a disposizione acqua potabile ogni momento”.
La pena che deve espiare il Signor Cataldo, ancora giudicabile, consiste esclusivamente nella privazione della libertà; non si capisce in quale contesto rientrano quindi le privazioni non previste dalla Legge e dai Regolamenti Penitenziari.
Quanto sopra, ad avviso del sottoscritto, costituisce violazione all’Art. 608 del Codice Penale che punisce le “misure di rigore non consentite dalla Legge” contro arrestati o detenuti di cui si abbia la custodia, anche temporanea nonchè la violazione dell’Art. 27 comma 3 della Costituzione Repubblicana il quale prescrive che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” e dell’Art. 3 della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali che stabilisce “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani e degradanti”.
Sulla scorta di quanto precede e per i motivi illustrati si invita e diffida formalmente la Direzione della Casa Circondariale Siano di Catanzaro al rigoroso rispetto della Costituzione e dell’Ordinamento Penitenziario Italiano ed Europeo sospendendo immediatamente tutti quei provvedimenti ingiusti e quindi illegali assunti nei confronti del detenuto Alessandro CATALDO ed in particolare modo quello concernente il divieto di acquistare, ricevere, detenere dell’acqua potabile all’interno della sua camera nel Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro.
Qualora i familiari del Signor Cataldo comunichino che persista ancora il comportamento antigiuridico posto in essere ai danni del proprio congiunto lo scrivente si vedrà costretto ad informare il Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Catanzaro per violazione dell’Art. 608 del Codice Penale e quant’altro ravvisabile nonché il Governo Italiano e la Commissione Europea per il tramite dei Parlamentari Italiani ed Europei a cui la presente viene inviata per opportuna notizia.
Ringrazia ed ossequia.

Emilio Enzo QUINTIERI
già Consigliere Nazionale V.A.S. Onlus
Esponente della Federazione dei Verdi

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3 pensieri su “Ancora su Alessandro Cataldo a Catanzaro- lettera di Emidio Quintieri

  1. PAROLE …NON POSSO CHE DISAPPROVARE , SONO UNA EXS INFERMIERA , E SO CHE VUOL DIRE LASCIARE UN PAZIENTE , DISIDRATATO COSA COMPORTA ….VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI …UN BENE CHE NON DEVE MANCARE ….;((((((((((((( INTOLLERABILE PER NON DIRE PENOSO PER CHI ADOTTA QUESTO POTERE DI COMANDARE SULLA VITA DEGLI ALTRI ….IMPERDONABILE CHE DIO L’ASSISTA .

    • Emilio Quintieri in ha detto:

      Sono appena stato informato dai familiari del Signor Alessandro Cataldo, detenuto presso la Casa Circondariale Siano di Catanzaro ed attualmente ricoverato presso il Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro, della cessazione immediata del provvedimento con il quale gli si negava di acquistare, ricevere e/o detenere dell’acqua potabile per bere (nonostante gravemente ammalato di cancro al sistema linfatico e da diversi giorni con febbre alta e sudorazione profusa) oltre al litro che gli veniva fornito quotidianamente dall’Azienda Ospedaliera. Non mi è stato riferito chi e per quale motivo aveva assunto il provvedimento che ho denunciato ieri tramite una missiva inviata alla Direttrice della Carcere, al Provveditore Regionale, al Ministero della Giustizia ed al Gruppo Parlamentare dei Verdi Europei e dei Radicali Italiani. Mi auguro che tali provvedimenti non vengano mai più adottati perché, come ho scritto nella lettera, costituiscono “misure di rigore non consentite dalla Legge contro arrestati o detenuti” punite dall’art. 608 del Codice Penale oltre a violare l’Ordinamento Costituzionale e Penitenziario Italiano ed Europeo. In giornata, probabilmente, e se ne disconoscono i motivi visto che il ricovero temporaneo era stato disposto per 3 mesi, il detenuto Cataldo verrà trasferito nuovamente nella sua cella presso il Carcere Siano di Catanzaro.

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