Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Un faro si spegne, un uomo si perde.. di Alfredo Sole

“Il faro acceso ad indicargli la strada di casa si è spento. Vito si è perso nel buio di una tempesta marina. Non ha più una rotta da seguire. Non ha più un motivo per vivere.”

Questo brano è tratto dal devastante testo che leggerete.

Un testo tra i più dolorosi mai apparsi in questo Blog.

Il nostro Alfredo Sole -detenuto ad Opera- ci racconta di un suo compagno, ergastolano, a cui improvvisamente muore la moglie.

E sulla sua vita.. cala la notte.

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UN FARO SI SPEGNE

UN UOMO SI PERDE

Sei in carcere, sulle spalle pesa l’ergastolo ostativo. Credi che ormai nulla può più nuocerti. Hai sopportato di tutto: privazioni, umiliazioni, soprusi. Ma nonostante tutto e tutti, riesci sempre a a fartene una ragione e continuare a campare.

Ognuno di noi attinge la sua forza in qualcosa, o per meglio dire, da qualcuno, dalla persona che ami e che insieme a te, in tutti questi anni, ha sofferto per la tua assenza. Sopporti il peso di questo inferno, perché sai che c’è sempre qualcuno là ad aspettarti a braccia aperte. Qualcuno che ti fa coraggio, ti dà sicurezza, ti regala un dolce sorriso e un tenere bacio sulle labbra, ogni volta che l’incontri a colloquio.

Poi, una maledetta sera, tutto crolla, tutto si spegne. Lunedì 18, gioca l’Italia agli europei. Inizia la partita, e io do due colpi sul muro. So che dall’altra parte c’è Vito, lui risponde con altri due colpi come per dire.. “Sì, ci sono”. La partita è iniziata. Non passano neanche 10 minuti, quando viene la guardia. Sento il rumore della cella che si apre, fanno vestire Vito, deve scendere giù in matricola. Capisci subito che c’è qualcosa che non va, ma non sai cosa. Apro il blindato mentre Vito passa. Gli chiedo che succede, mi risponde che deve andare giù, ma non gli hanno detto il motivo. 

In questi casi ti aspetti qualcosa che abbia a che are con la giustizia. Non è certo la prima volta che succedono cose del genere, cioè scendere giù in matricola, anche sul tardi, per notificarti qualche mandato di cattura.

Nel frattempo un altro compagno apre il blindato, poi un altro ancora. Vito risale dopo qualche ora. E’ sconvolto, i suoi occhi luccicano come due lucciole, è tremante. C’è stata una comunicazione proveniente dalla questura di Palermo, ma per avvisarlo che c’è stato un incidente d’auto. La moglie, il suo faro, la sua speranza, la sua forza, il suo amore, è in sala rianimazione. E’ in coma. E’ tutto quello che sa in quel momento. Cerco di fargli coraggio, gli dico che potrebbe essere in coma farmacologico. Ma in realtà non so cosa dire. Passa la notte insonne, lo sento attraverso il muro. Si gira, si rigira, si alza, ma non ha pace. Quella notte sono con lui. Ci separa un muro, ma non riesco a dormire neanche io. Il giorno dopo, mentre aspetta che il Magistrato gli dia il permesso per recarsi all’ospedale a Palermo, riesce a telefonare, dopo vari tentativi. La moglie è grave. Erano in cinque dentro l’auto, quando all’incrocio un’altra auto li prende in pieno. Altri quattro della famiglia, compresi due bambine, se la cavano con poco. Ma lei, la moglie di Vito, ha la peggio. Nell’attesa del permesso passa anche il martedì. Il mercoledì arriva la notizia. Non ce l’ha fatta, è morta. Cala un silenzio glaciale in sezione. Vito non ha più lacrime, i suoi occhi non luccicano più, sono asciutti, si sono spenti. Quale conforto dare? Non c’è nulla che si possa fare. E’ tutto finito.

Oggi è giovedì. Vito è già giù a Palermo, a dare l’ultimo saluto a un corpo senza più vita. A un amore che mai più potrà sorridergli per fargli coraggio, mai più poggerà le sue tenere labbra sulle sue. Dove attingere adesso la forza per continuare questa vita?. Il faro acceso ad indicargli la strada di casa si è spento. Vito si è perso nel buio di una tempesta marina. Non ha più una rotta da seguire. Non ha più un motivo per vivere. Questo lo ha capito sia la dottoressa che la psicologa nelle lunghe ore di colloquio. Hanno visto in lui spezzarsi il filo della speranza e, per questo motivo, lo hanno portato in un’altra sezione, per poterlo guardare a vista. Hanno percepito in lui la sua mancanza di volontà nel volere continuare a vivere. Un momento di sfogo gli ha fatto dire ciò che non doveva dire, “che adesso la sua vita non ha più senso”. Sono momenti di forte dolore, di rabbia per un amore strappato. Abbiamo cercato di impedire che lo portassero già sotto controllo. Anche gli agenti erano d’accordo con noi; del fatto che, in un momento del genere, era peggio allontanarlo da noi. Ma un certificato medico ha la meglio anche sulla ragione umana. Devono ubbidire, e così se lo portarono via. Solo per una notte. Stamattina è tornato, si è preparato la borsa, e nel pomeriggio sarebbe già stato giù, in Sicilia. Tornerà tra una quindicina di giorni. Sarà dura per Vito, ma dovrà riprendersi, non ha scelta. Un ergastolano ostativo è già un morto che cammina. E’ la persona che ti ama che, nonostante sei un morto che cammina, ti da’ la forza di camminare, andare avanti, sperare, sognare e, perché no, illuderti che le cose andranno meglio e tutto tornerà alla normalità.

Non c’è nulla di normale in noi. Abbiamo smesso di esistere. Tutto ciò che vediamo, che tocchiamo, la persona che amiamo, è tutto una illusione. Non c’è più nulla in noi che possa identificarci come umani. Soggetti ormai oggetti che fanno parte dell’arredamento di una cella. Cogito ergo sum. Non poteva dire bestialità più forte di questa Descartes. Non basta pensare per potere esistere. Bisogna esistere per potere pensare. E qual’è la nostra esistenza? La non esistenza! Dunque, io penso, ma non esisto.

Il dolore di Vito è grande, ma è un dolore che adesso, come lui, rimarrà confinato nella condizione di non esistenza. Un dolore che si trasformerà in oggetto della sua cella, perché è lì che rimarrà quel dolore, a fargli compagnia in tutto il suo FINE PENA MAI.

In tutta questa non esistenza, in quanto nulla, non sei solo Vito, ci saremo tutti noi a farti compagnia.

Alfredo

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7 thoughts on “Un faro si spegne, un uomo si perde.. di Alfredo Sole

  1. Alessandra lucini on said:

    E’ davvero lacerante questo fatto, e per quanto si cerchino delle parole che possano dare conforto non si trovano. Un po’ di conforto arriiverà dai vostri sguardi e dalla vostra comprensione. La vita è difficile ma la cosa più difficile di tutte è accettare la morte di chi ti ama e che ami.
    per quel poco che potrà servire, ditegli che gli mando un caldo abbraccio e tutta la mia comprensione.

  2. icittadiniprimaditutto on said:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Mio caro e nobile cuore , a te parlo , come una sorella , il tuo dolore è lacerante , ed io posso
    comprendere, perché anche io ho provato a smarrire la strada …perchè il mio faro è andato via,
    triste storia che si ripete.. Quando è avvenuto , me crollato il mondo , non solo lui , figlio impazzito ,
    e figlia partita a nidificare altrove , l’ontano Australia un continente così lontano , dove ti perdi solo
    a pensarci …Un intera vita 46 vissuti insieme dove abbiamo lottato per avere una vita migliore , per
    noi e per i nostri figli …lavorando, senza sosta felici di costruire , ma si sa che le tempeste arrivano e
    distruggono e spazzano tutto ….calamità naturali devastanti nel campo agricolo ..tutto da ricominciare.
    Ti vedo triste e so cosa ti passa nel sentirti solo e per giunta chiuso …il momento è delicato , va affrontato ,
    col la mente serena , dattene una ragione…perchè tu possa proseguire …immagina di trovarti a piedi scalzi ,
    affronta il tuo dolore , creandoti dolori , perché il fiore più bello spunta dal fango …
    Anche io sono sola, e so come passano le giornate …in cerca di materiale , per calmare il mio dolore …
    si deve proseguire …nel bene e nel male …pensando che un giorno possa essere migliore .
    Mi spegnevo ogni giorno non avevo pace …gli occhi rimanevano aperti anche di notte , ed ecco il tormento e le accuse interiori , di colpe …fino a portarmi alla pazzia di togliermi la vita …
    Un mese in ospedale , e tre eletrosciok …non so se mi spigo, ecco la fine di una donna che si amava e amava, mi sentivo invecchiata , non avevo più spirito , gonfiavo con psicofarmaci ,e tutto era morto in me.
    Ma il buon Dio a voluto premiarmi per il mio cure nobile e umile …che dopo un anno eccomi nuova , pronta a lottare , da sola , la mia vita e ricominciata , 5 anni fa …ora sono forte , mi muovo e rendo la mia vita viva in amore … e per l’amore, donare questo mi aiuta tanto ….Una triste storia da raccontare , prechè le storie sono vive, come dice Alfredo Cosco , nel libro ” Arcangeli ” Storie di uomini …………
    Ti sono vicina col mio <3 Alfredo …

  4. Antonella Esposito on said:

    Non ho mai scritto a quest uomo e ora come ora anche solo xiniziare mi riesce difficile ma…. la forza la trovo xkè nn voglio ke lui si senta solo,anche se si sentira solo a vita xkè noi siamo solo platonici.Leggendo la sua storia nn nascondo ke mi ha commossa tantissimo è un dolore allucinante,xkè so ke voi li all interno nn aspettate altro ke incontrare il proprio amore, anche se ora nn tornerà piu…bisogna trovare la forza di andare avanti e vedere ke ci sono altri componenti della propria famiglia ke ora come ora hanno bisogno di lui.Io nn parlo a lui direttamente xkè nn so se questo mess.arrivi a lui direttamente,nn credo abbia voglia di sentire le nostre risposte o la nostra compassione, o pietà,dico cosi xkè è cosi ke si sentono ki sta male,e soffre xqualcosa o peggio x qualcuno,bè amico mio ti parlo come se ti stessi vicino guardndoti negli occhi…nn so cosa provi e potro dire ti capisco quando lo proverò è la realtà,è inutile dire ti capisco xkè nn è vero ma….posso dirti ke la cosa mi ha toccato come se tu fossim un mio parente xkè le vostre storie mi toccano il cuore ke ci crediate o meno.Avrei voluto stare li confortarti con delle parole anche solo magari una pacca sulla spalla,o dare una spalla…ma nn è possibile.Io sono una persona estremamente sensibile mi medesimo sempre e soffro tanto,sono una spugna assorbo tutto e soffro xkè nn sono nessuno xpoter aiutare nessuno di voi in particolare ki si trova in queste situazioni.Io credo a tante cose ke mi danno la forza di andare avanti anche nei momenti piu bui,a DIO si in lui si deve aver fede amico mio nn perderla in questo momento piu di qualunque altro momento credici,credimi nn è lui noo…nn è stato lui a portartela via nn è cosi,DIO ci ha messo al mondo nn sarebbe cosi cattivo a levarci la vita per averci al suo fianco,ha i suoi angeli,suo figlio GESù CRISTO e di noi credimi nn nè ha bisogno,purtroppo c è la morte xtutti x il peccato xaver disubbidito a DIO e grazie ad adamo ed eva eccoci tutti a pagare il peccato amico mio,forse dirai ma…cosa vuoi keme ne freghi di queste chiacchiere, certo ti darei ragione ma…c è appunto una ragione del xkè di questo racconto.sai ora DIO vuole l ubbidienza vuole ke sii creda a lui e a nessuno al di fuori di lui,xkè luii è nostro padre e come tutti i papà amorevoli vogliono essere gli unici papà xil prorpio figlio no?Dio ci ha promesso un mondo migliore e dove potremo un giorno vivere xsempre con le nostre rispettive famiglie,nn in cielo ma qui sulla terra,si lui ha unan data e quando arrivera quel giorno rifarà tutto da capo i cieli i mari levando l inquinamento,le sofferenze,le malattie,LA MORTE,i carceri e una vita perfetta dove ognuno di noi avrà il suo pezzo di terra dove costruire la propria casa,il suo orto,immagini?il sole ke splende,una casa colorata, appena finita i lavori insieme a tua moglie i tuoi figli,si inizia a curare il girdino dove di sera ci si esce a prendere l aria fresca dopo una giornata di lavoro e…senza risentire la stanchezza fisica,lei sceglierà i suoi fiori preferiti tu i tuoi alberi di cui dara frrutti assufficienza xte e la tua famiglia,un orticello dove raccoglierete il vostro lavoro,e lei cucinerà xvoi.Il cielo sarà sempre azzurro con nubi bianche,vi metterete sdraiati nel prato dove ognuno di voi vedrà delle forme di animali o di ogni genere,e ognuno dirà la sua,giocherete dopo un po a pallone,vi rincorrerete, e poi dopo unn po i bambini si allontaneranno alla riva di un fiume,a giocare tra loro, e voi vi rilasserete insieme abbracciati ,a parlarvi di qualsiasi cosa,a coccolarvi…..xsempreee,dove nessuno potra piu dividervi,dove nn ci saranno ansietà amico mio ne morte,ne dolore,senza nessun tipo di preoccupazioni,se nn quelle di essere felici su una terra paradisiaca e in eterno,dove nessuno desidererà le cose altrui.Lo so ke ora tutto ciò nn potrà rallegrarti ma…pensaci almeno ti riempirà un pò il dolore ke ti annienta oggi.Ti chiederai:ma xavere tutto questo si deve pagare un prezzo?E io ti rispondo dicendoti:si,basta ascoltare la parola di DIO il nostro creatore,e fare ciò ke lui ha lasciato xiscritto sulla bibbia,e studiare ecco questo vorrebbe DIO,e dei peccati commessi e i sbagli fatti?pentirsi chiedendo a Dio in preghiera il perdono dei nostri peccati e far in modo di nn commetterli mai più,e studiando amico mio sarai tu a sentire se lui ti abbia perdonato o meno.Amico mio chiedi aiuto ai testimoni se vuoi da qui potrò fare cerchero di aiutarti a far venire una volta a settimana un testimone di Geova,nn ti dico di diventare un testimone di geova ma….conosci anche questa religione confronta come ci si sente ok?Miracoli nn ce ne sono nn ne faciaomo soffriavo e sbagliamo come tutti ma…xme c è un qualcosa in più.Io mi chiamo Antonella e spero tanto a una tua risposta e spero solo ke riuscirai un giorno a sperare,anche se so ke nella tua situazione c è poco da sperare xte,ma…nn è cosi,nn sarà cosi credimi.La morte….il dolore piu grande a questo mondo ma…si troverà vedrai qualcosa xriempire il dolore di quel vuoto.Io allora mi fermo anche xkè credo ke abbia scritto troppo xgli altri,sperando nn xte.A presto amico mio e sii forte,mi dispiace nn poterti dire di più,in queste situazioni nn ci sono parole,ma sappi ke hai un amico speciale il signore DIO ti ascolta sempre e se vuoi io son qui pronta ad ascoltarti sempre va bene?arrivederci.

  5. salvatore zito on said:

    La vita è fatta di delusioni, botte e lividi che nemmeno il tempo è capace di cancellare. La Vita è fatta di partenze e di ritorni, però una cosa ho imparato, in tutta questa spirale di esperienze negative… che si potrà anche soffrire, stare male, piangere fino a sentir doloranti gli occhi… ma ci si rialza sempre, perchè nulla è più importante di noi stessi e della ns. vita, che è il dono più prezioso che abbiamo… QUINDI BISOGNA REAGIRE E RIALZARSI! bacione a mio no zio ma fratello Giovanni zito

  6. Laura Rubini on said:

    Rispondo con estremo ritardo, me ne rendo conto. Ma quello che ha scritto Alfredo mi ha molto colpito. E’ passato del tempo e non so come si siano evolute le cose.
    Mi ha colpito questa frase: “Sopporti il peso di questo inferno, perché sai che c’è sempre qualcuno là ad aspettarti a braccia aperte.”
    Ma anche se non esiste più una persona tanto cara Vito ha sicuramente degli amici preziosi come voi, lo dice il fatto che per le guardie sarebbe stato meglio lasciarlo con voi quella notte.
    Per un faro che si spegne ci sono molte altre luci che si accendono.
    Laura R.

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