Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’angelo nero… di Giovanni Zito

Giovanni Zito -detenuto a Carinola- è uno dei protagonisti storici di questo Blog. Nell’archivio c’è una quantità enorme di suo materiale, inviatoci nel corso degli anni.

A volte, come nel testo che pubblico oggi, si accende in lui una lampada surreale, e ai limiti della visione, dove la malinconia ascende in immagini, che sono metafora ma anche eco e richiamo di cicatrici e desideri incisi sulla carne.

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Gentilissimi lettori del Blog,

scusate se busso a quest’ora del giorno alla vostra porta.

Ma io sono fatto così, compaio e scompaio all’improvviso perché spesso vado al luna-park nella giostra e cerco di scivolare intorno a me, 

parlando con il mio silenzio

ascoltando il mio silenzio.

Spero che questo pezzo sia buono.

Lo affido alla vostra bontà perché mi fido di chi legge le cose che scriviamo.

Quindi, buona lettura, ma non sono un angelo nero.

Vi ricordo sempre con affetto.

Giovanni

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L’angelo nero

Sono un angelo nero.

E questa storia che scrivo pesa ancora sulle mie ali.

Tutto accadde per caso in quella domenica.

Un fiore cade alla fermata del temo.

Così conobbi il purgatorio davanti ai miei occhi, l’impressionante struttura dei dannati, le anime perdute. Io sono stato posto in quel luogo. Adesso tutte le cose intorno a me sono fredde, trovi solo la determinazione perché non c’è altra soluzione. Polverizzato, spento, sparso nel vuoto convivi con questi gelidi silenzi, da troppo tempo piombando nell’abisso di questa vita cristallizzata. A distanza di anni, questa vita fitta acuta sembra attenuarsi in un dolore sobrio e sopportabile.

Eppure quest’angelo nero si ricorda il sapore agrodolce della gioventù. L’unico paradiso perduto nella terra di nessuno. Ho fatto molte miglia da allora, e sono consumato sotto lo strato del mio corpo, non provo più un sentimento particolare. Lascio ogni cosa al suo tempo, perché non crescono più fiori poetici e il purgatorio è così per un angelo nero.

La commedia del dramma che si trasforma in memoria, come una scena seducente. Ma tuttavia infliggere nuove ferite può sembrare strano, ma non in questo posto.

Qui le cicatrici servono  anche se porto un fardello greve di assenza prolungate di giorni insanabili.

L’errore umano non può generarne un altro, penso proprio di no. Adesso mi lascio guidare dalla ragione e solo dalla ragione cresce la scelta primaria assopita.

Al momento rimango seduto, meravigliato perché questa fiamma censura l’angelo nero.

Forse troverò tutte le rispose. Lo so, è un tono ironico. Certe volte vibro come un’arpa, osservando stupidamente questi sentieri rugosi, l’emozione sanguinante fino alla fine. Eppure, nonostante l’apparente indifferenza, sono sempre in lotta o forse, è solo sopravvivenza, essendo precipitato, strappato dal terreno sotto i piedi, quando avverti il nodo in gola e non sai il perché.

Non c’è un come né una regola. Solo io, sempre io. Nel male, nel bene, senza il riflesso incondizionato, perché sono un angelo nero, come queste fantasie agonizzanti, frammenti di desiderio.

Mi respiro in queste mura che celano il mio essere, volando nel cielo grigio con lo sguardo perso nella caduta libera della notte.

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4 thoughts on “L’angelo nero… di Giovanni Zito

  1. Alessandra lucini on said:

    Gli angeli non sono mai neri… hanno le ali sfumate con ogni tonalità di colore. Anche quando ci sentiamo un ombra siamo ben presenti e definiti. Raccogli i tuoi colori Giovanni e definisci le tue linee, la vita può riservarci cose che non speravamo più.
    Bisogna soltanto lottare e crederci.
    un abbraccio, non mi spiego come mai tu non riceva le mie lettere, credo che dipenda da questo periodo di vacanze, spero che ti arrivino presto.

  2. icittadiniprimaditutto on said:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Mio caro amico scusami il ritardo , ma sai gli imprevisti che giugno ti fanno cambiare i piani …vedo che hai bussato alla mia porta , e cosi io ti rispondo , entra nella mia casa e siediti amico ………sono pronta ad ascoltarti.
    So che per venire fino a me ai fatto tanta strada , chilometri e chilometri .. e ti sarai di sicuro sudiciato , cosi puoi farti il bagno , per toglierti quel colore nero di dosso , sai non di dona per niente …e poi dopo che ti sarai rinfrescato , ti darò degli abiti ancora nuovi …che ho conservato , erano del mio defunto marito…a lui non servono più , cosi li regalo a te, perché so che li tratterai bene ….
    Hai FAME …si tanta….allora ne approfitto , per prepararti , i maccheroni tipico piatto delle nostre parti, cosi quando andrai via , porterai con te questo incontro misteriose e inaspettato …ti riempirai gli occhi , panza e cuore elementi che occorrono per vivere in armonia …..
    Occhi che ti faranno attraversare luoghi sconosciuti ….la panza ,che ci vuole l’essenziale da introdurre , per metterti in forma , alla fine resta il cuore , molto da commentare , da lui puoi prendere lasciare, frantumarlo , ma il suo battito resterà invariato …Il cuore ama per questo vive e batte …il tuo cuore ti porta lontano …
    Spero di essere stata una buona padrona di casa , e che la serata , ti è piaciuta …ho che sbadata , mi sono dimenticata di brindare al nostro incontro ….un buon vinello di quest’anno , odoroso di fragole che berremo assieme …dove per essere completo aggiungeremo parte di noi un lacrima per ogni cappa , cosi che ognuno resti nell’altro …i tuo angelo nero si è trasformato , ora non lo è più …e di un candido colore che sa di primavera…
    Ciao Giovanni …ora sono con te …quando calerà la sera …porta il tuo sguardo lassù e mi vedrai piccola ma lucente …vedrai ci sarà un altro incontro le sorprese continuano , come la nostra vita , accetta tutto con amore .
    questi sono i miei ;) ;) ;)

  4. Eh sì Giovanni, è davvero un buon pezzo intenso e commovento e mi ripeto nel dirti che scrivi molto bene, sai infondere nei lettori una sensazione di dejavu, come se si fosse lì insieme a te, a tenerti la mano.
    E vorrei sentire il suono del tuo riso, perchè so che dietro questo drappeggio ambrato si cela il tuo cuore ancora pulsante e nei tuoi occhi immagino la luce del mattino, rinata dopo la notte e i suoi pensieri scuri.
    Sei un angelo che vola in cieli grigi e pesanti e le tue ali ti portano oltre le mura…
    se tu fossi nero saresti ormai perso nel buio. Spero che in molti ti possano scorgere così, con le ali dispiegate nell’aria, librato oltre ogni confine.
    Un abbraccio amico mio, a presto, Grazia

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