Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Una nuova disciplina dell’ergastolo ostativo?.. di Giovanni Lentini

Il nostro Giovanni Lentini è stato da poco trasferito dal carcere di Bologna a quello di Opera, e francamente non si è ancora capito in base a quale motivazione ciò sarebbe stato fatto.

In questo suo breve testo che ci ha inviato… e che è stato scritto mesi fa da Bologna… Giovanni racconta come le nuove normative avrebbero fatto venire meno il barbaro sistema dell’ostatività, a patto di avere scontato almeno metà della pena, e comunque non più di dieci anni.

Ma, si chiede dopo, perché queste norme non vengono applicate?

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Le norme esistono, perché non vengono applicate?

L’art. 4.bis, fino a poco tempo fa rendeva inapplicabili le misure alternative al carcere per i condannati per reati mafia o di terrorismo (salvo collaborazione con la giustizia).

Oggi, grazie ad alcune modifiche del codice dell’Ordinamento Penitenziario e con l’introduzione della L. del 15/07/2009 n. 94 sull’art. 4 bis O.P., ci sono delle norme (gli art. 21,co.1; l’art.30-ter, co.4, lett.C; e l’art. 50, co.2, ord. pen., che tra l’altro fanno specifico riferimento proprio al co.1 dell’art. 4 bis), che prevedono la concessione di benefici penitenziari, cioè, del lavoro esterno, dei permessi premio e della semilibertà, anche per i condannati per reati di mafia e/o terrorismo, dopo l’espiazione di almeno metà della pena e comunque di non oltre dieci anni di carcere e senza l’obbligo di collaborare con la giustizia.

Mi chiedo, perché molto spesso queste norme non vengono applicate, rendendo così impossibile un reinserimento sociale?

Chi è condannato all’ergastolo non ha un fine pena, è destinato a morire in carcere se non  vengono applicate le norme vigenti, rendendo così inefficace il fine rieducativo previsto dall’art. 27 della Costituzione italiana.

Bologna 15/03/2012

in fede 

Giovanni Lentini

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One thought on “Una nuova disciplina dell’ergastolo ostativo?.. di Giovanni Lentini

  1. Sono d’accordo con Giovanni , ha proprio ragione , non c’è nessuna possibilità , di riabilitare il condannato quando le leggi se le sparono al parlamento …basta vedere oggi la nostra classe dirigente , come è finita , non esiste più disciplina , e quindi niente speranza , si finisce per seppellire vivi , lentamente finché morte non giunga …
    Inaccettabile e pazzesco averle e non funzionanti, perchè c’è solo un modo da commentare , perché pure essendoci , manco lo specialista che sa che la metta in moto …..un po come gli apparecchi degli ospedali , messi la a fare fuliggine , il paziente aspetta mesi per un esame , manca il tecnico , quindo lo specialista …che sappia farla funzionare , un vero disastro , spese inutili , mantenere , personale , non qualificato , e poco attento .
    Mio caro amico , ma io spero sempre succede un miracolo, lo so che e poco attendibile , ma non demordiamoci ..
    Coraggio Pina tua amica ti è vicino col cuore

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