Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Senza respiro.. di Antonio Dragone (secondo capitolo)

Avevamo già iniziato a pubblicare il romanzo di Antonio Dragone (detenuto a Spoleto)… Senza respiro…vai al link..  http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/02/senza-respiro-di-antonio-dragone-primo-capitolo/) ma poi, per tutta una serie di motivi, abbiamo dovuto interrompere.

Oggi riprendiamo…. e quindi pubblichiamo il secondo capitolo.

Un libro che risente con tutta probabilità della vicenda personale di Antonio Dragone.

E spinge ad essere meno frettolosi nel giudizio facile. Quanti divennero criminali perchè si trovarono in un contesto al quale non riuscirono a ribellarsi? Quanti non furono abbastanza forti da spezzare le catene che il loro ambiente costruiva intorno a loro?

Nessun perdonismo. La responsabilità avrà sempre profili di responsabilità. Anche quando la scelta è possibile, c’è comunque una scelta. Negare il profilo della responsabilità riduce il detenuto a un giocattolo per pie dame della carità. Ogni rinnovamento nasce da una rinnovata consapevolezza e da un superamento di vecchie strutture mentali.

Ma ciò non toglie che la responsabilità è ANCHE personale.. non SOLO… e in certi casi quello che va oltre il “personale”.. si estende notevolmente. Molti ragazzi si sono trovati una pressione smisurata davanti a sè. Voi avreste fatto scelte diverse? Alcuni di voi sì, alcuni di voi no. Ma avreste però capito quanto pesano certi soffocanti legami, alle volte. E forse saremmo meno spietati, più disposti a comprendere tutta la storia.. anche “secoli” prima del delitto. Per poi permettere ancora che ci sia la chance, per una nuova storia.

Vi lascio al secondo capitolo del romanzo di Antonio Dragone… Senza respiro..

—————————————

Capitolo 2°

Trascorrono gli anni e Lorenzo diventò un giovane promettente negli studi, si diplomò col massimo dei voti al Liceo Scientifico del suo paese e le sue intenzioni erano di continuare il suo percorso di studi, per conseguire una laurea in medicina. Questa sua ambizione, però, ebbe una spiacevole svolta. Infatti il giorno dopo il diploma, Lorenzo si recò come di consueto al penitenziario  per trovare il Papà e portargli la splendida notizia del suo primo traguardo raggiunto.

“Papà, devo darti una bella notizia. Sono riuscito a diplomarmi col massimo dei voti e per quest’ estate ho deciso di studiare sodo, perché voglio prepararmi a superare l’esame d’ingresso dell’Università di Trezzi, che si svolgerà nel mese di ottobre” enunciò Lorenzo.

“Hai raggiunto un buon livello nello studio quindi non c’è bisogno di continuare.

Hai voluto diplomarti ed io ho acconsentito, ora però sei diventato grande per questi studi. Tu non hai bisogno di una Laurea per diventare qualcuno, già lo sei” ribatté Nino, pacatamente.

Lorenzo rimase sconcertato da quelle parole, non immaginava mai che suo padre potesse incitarlo a mollare gli studi.

“Vedrai che otterrò la laurea nel più breve tempo possibile, se è questo che ti preoccupa. Il mio desiderio è quello di laurearmi, così anch’io potrò contribuire ai problemi economici della famiglia” aggiunse Lorenzo, guardandolo fisso negli occhi.

Nino scosse la testa, come segno di disapprovazione, e ribatté: “Lorenzo, forse non mi sono spiegato. Ti sto dicendo che adesso devi mettere da parte questi studi e ti devi preoccupare degli affari di Papà”.  

Era la prima volta che Nino si rivolgeva a lui con quel tono autoritario.

Aveva capito benissimo quello che il padre gli stava chiedendo, ma nonostante ciò il suo animo si ribellava a questa rassegnazione.

Tina rimase inerme a tanta perversità e strinse la mano di Lorenzo per dargli conforto. Sapeva bene che in quel momento un suo qualsiasi intervento sarebbe stato inutile, perché Nino l’avrebbe azzittita prepotentemente come al suo solito.

Finita l’ora di colloquio Lorenzo rimase per tutto il tempo del viaggio in silenzio, con mille pensieri per la testa che lo turbavano molto. Non riusciva  concepire bene il perché suo padre voleva a tutti i costi mischiarlo nel suo mondo. Un ambiente lurido, fatto di galera e di morti ammazzati. Perché non voleva farlo continuare su quel suo percorso limpido, fatto di studi e fatica, che un giorno lo avrebbe lanciato nel mondo del lavoro, diventando un dottore affermato e lodato da tutti?

Arrivati a casa, Tina cercò di dialogare con lui ma non ci fu nulla da fare, rifiutò qualsiasi confronto da lei, perché la riteneva, in un qual senso, corresponsabile di ciò che stava accadendo, sentendosi tradito dalle persone di cui poteva fidarsi ciecamente. Si rinchiuse nella sua stanza e accese la radio ad alto volume, per non ascoltare più le parole della madre, che da dietro la porta cercava di spiegargli la sua totale estraneità dal volere del padre. Lui rimase impassibile a quelle sue spiegazioni e, sdraiato sul letto, guardava con sguardo fisso il soffitto cercando risposte che potessero dargli conforto per quello che stava succedendo alla sua giovane vita.

Cominciò a fare tutto quello che Tina gli aveva sempre pregato di non fare e cioè rientrare tardi a casa e non dirle con chi usciva e dove andava.

Non aveva più i vecchi compagni di una volta e si faceva circondare dagli amici del padre. Ormai andava a colloquio da lui senza nemmeno più avvertirla, insomma era cambiato, non era più il pulcino candido e obbediente della mamma e questo lei lo considerava un suo ennesimo fallimento, prima come moglie e poi come madre, la quale non era stata capace di tutelare suo figlio dal male, raffigurato da Nino in persona.

Ormai Lorenzo era entrato in un tunnel senza uscita. Era pienamente consapevole di quello che poteva succedergli, ma era come se volesse sfidare se stesso a farsi del male. Aveva sempre ripudiato quel tipo di vita sregolata del padre e sapeva quanto malessere stava cagionando alla madre nel vederlo intricato nel malaffare, ma una voce dentro di se gli rammentava che ormai era quella la strada da percorrere.

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11 thoughts on “Senza respiro.. di Antonio Dragone (secondo capitolo)

  1. una triste storia , un ragazzo ,con tanta voglia di andare avanti , facendosi strada , con gli studi , e poi ad un tratto tutto cambia ,incertezze , delusioni , per poi entrare in quella strada , che sapeva che non era buona , ma accetto , e la sua vita cambio … in quanto alla mamma ,non si dette mai pace , di aver perduto entrambi marito e figlio …
    Ognuno deve prendersi le proprio responsabilità …
    Ti saluto amico …alla prossima

  2. Alessandra lucini on said:

    Che cosa sarebbe successo se avesse risposto di no? Spero nel prossimo capitolo o in altri, di trovare la risposta, anche se, posso immaginarla e non ci vuole molto per capirlo….ciao

  3. ciao Antonio ho letto il secondo capitolo ,nel leggerlo sento delle emozioni forti forse perchè io e te apparteniamo a qualcosa di simile , sei molto bravo nel scrivere e ti mando un grosso abbraccio e sei sempre nei miei pensieri.
    tua francy

  4. Ciao Antonio, scrivi molto bene, complimenti!
    Io spero che Lorenzo riprenda la strada che aveva iniziato, ma penso che l’influenza degli amici del padre sia più forte… Non vedo l’ora di leggere il seguito di questo romanzo. A presto
    Sabina

  5. la gazza ladra on said:

    ciao Antonio :-) secondo capitolo bello per come è narrato, bellissimo per l’intensità delle sensazioni , per quei pensieri che animano e agitano i cuori di mamma e figlio e che dirti? ho provato di nuovo le sensazioni di dolore soffocante che ha provato questa madre e l’immenso dolore e delusione del figlio che sentendosi obbligato perchè figlio all’obbedienza verso il padre non ha avuto la forza di seguire le sue aspirazioni.. non voglio immaginare il seguito ma non posso non pensare a quanto dolore porti l’ignoranza delle persone e dei luoghi piegati da questo modo di vivere che non conosce altro che interessi economici e morte.. ma aspetto il terzo capitolo con impazienza.. a presto :-) ciao :-)

  6. Carissimo cug ho sempre creduto in questa tua intelligenza e sensibilita’ , non ti nascondo la mia leggendo questi scritti ma mi emoziono sapendo la persona splendida che li sta scrivendo… I miei migliori auguri in questo tuo percorso…

  7. Ciao,spero che tanti giovani possano leggere la tua storia.infatti, seppur all’inizio,è già ricca di messaggi positivi per chi vive delle storie dove a farla da padrona è la sofferenza inflitta da chi, per volontà o per ignoranza ,non ha conosciuto la bellezza della vita.anche il silenzio urla e questo è molto positivo.tutti posson o e devono urlare al mondo che ognuno di noi ce la può fare contro il male che serpeggia nella vita di tutti. tu lo stai facendo attraverso la tua opera meravigliosamente vera. ti voglio bene, Raffa.

  8. caro mio cugino non ho parole storia bellissima (ma poi raccontata da te che sei stato sempre riservato timido un ragazzo che non faceva mai capire il suo stato d’animo) diventa semplicemente meravigliosa spero che con questo tuo contributo molto profondo tanti ragazzi infetti da questo virus possano guarire e capire il vero senso della vita tanti aguri cuginio ti portiamo sempre nel cuore in bocca a lupo e vedrai che prima o poi anche per te brillera’ la tua stella a presto tuo cugino salvatore

  9. Giuseppe Benv. on said:

    Carissimo Antonio ci lasci senza parole,continua sempre nel tuo cammino e vedrai che un giorno avrai le tue risposte positive un abbraccio forte forte..

  10. VINCENZO FRUSTACE on said:

    Caro Antonio sono rimasto molto emozionato nel leggere questa tua narrazione,in cui traspare la tua straordinaria sensibilita’….un abbraccio affettuoso…vincenzo.

  11. sono contenta di questo tuo libro ti auguro il migliore successo con affetto ti voglio tanto bene la zia giovanna e da zio guido e zio fedele.

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