Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

IL CLOWN… di Giovanni Zito

Giovanni Zito, una delle presenze costanti di questo blog, ci invia una sua poesia molto malinconica e vivida al tempo stesso… prima di essa ci sono due sue parole di saluto. Parole che fanno anche capire quanto piacere ha lui di ricevere corrispondenza. E vi assicuro che il piacere è anche di chi riceve le sue lettere.

—————————————

Salve amici del Blog

Spero che la vita fuori sia vivace,

sapeste io che noia, ogni giorno in carcere. Ma pazienza, ancora per poco, ormai sono alla fine, sto aspettando che mi diano la liberazione anticipata. Così se faccio il bravo bambino, ogni fine anno mi danno la caramella. Bella questa. L’unico beneficio di cui posso usufruire sono i giorni di buona condotta.

Io faccio il bravo bambino. Resto buono-buono in silenzio. Ssssi.. Fate piano anche voi  quando leggerete ancora una volta cosa partorisce la mia cellulite.

Non so bene cosa io scrivo per voi del blog.

Ma ogni volta che leggo i vostri commenti tremo, tutto il mio corpo inizia ad elaborare frasi senza senso. Ma voi già sapete chi sono io.

Non lo sapete, ma come? Sono un ergastolano ostativo.

————————————–

Adesso basta, il clown finisce così

Spegnete queste luci,

abbassate i riflettori.

Il clown ha chiuso il suo repertorio

Così come è iniziato,

anestetizzato da questo micro mondo

dove non ci sono più ali di farfalle

nella mia mente.

Niente più ironia, niente più risate,

amici miei, così è la vita,tutto ha

una fine, e prima o poi doveva andare così.

Seduto in silenzio mentre passa la conta

dalle ore 5 tutto si ferma, anche il respiro.

Mi tolgo questo trucco dal mio viso,

pieno di emozione.

Lo so. Lo so bene cosa pensate di me.

Gettare l’acqua, morire di sete,

l’unica fonte di sorgente.

Ma questo clown resta nella sua cella

in un angolo buio. Come sempre e più

di sempre.

Fare a pugni con me stesso, un clown è

sempre un clown dite voi.

Sarà anche così dal vostro punto di vista,

ma io non ho più voglia di combattere

questo match, non sono un pugile.

Sono Giovanni Zito, nel pieno delle mie

Facoltà mentali, che vi parla. E vi scrive.

E io che credevo, l’uomo che sogna ancora.

Finiamola così amici miei.

facciamo finta che io sia stato un temporale

d’agosto,, un fulmine a ciel sereno.

Non ho più voglia di giocare,

come il gatto e il topo.

Io devo vivere da detenuto, cioè:

senza amore, né affetto.

Perché così sono un pezzo di ghiaccio.

Il clown è la sua ipocrisia.

Non chiedetemi nulla amici miei, adesso sono io,

giuda senz’animo, asino senza padrone,

che raglia senza sosta.

Per fame – di cosa,

per sete – di qualcosa,

per amore – di chi?

Fermi amici miei, non  ho ancora finito.

Avete i brividi dentro di voi, vero?

Cosa vuoi da me attore del blog, del presente?

Perché io sono il clown di un passato

Sepolto da più di un decennio.

Resta lì, non scappare via, leggi, leggi con

Calma tutto ciò, e poi, cosa fai?…

Prendi carta e penna e mi scrivi- oppure

Fai finta di niente?

Non avere paura di nulla, tanto io finisco

Così come il giorno che si consegna alla notte.

Non avere rimorso,né coscienza, tanto,

cosa posso volere da te, da voi tutti.

Si sono crudele, sono impavido, come tutti,

ma la differenza c’è, ed è tantissima.

Io vivo nella mia cella e cerco di capire

Cosa c’entra questo clown con me…

E u che leggi cosa farai- dopo

O domani, aspetti che arrivi la domenica?

Bravo così si fa,  non come faccio io.

Dimenticava di dirvi che sono sempre

Io Giovanni Zito,

il clown del vostro cuore.

La follia di una demenza…

Grazie ancora a tutti dal profondo

Del mio animo.

Vi abbraccio sempre con rispetto

E tantissima voglia di vivere

Ancora insieme a voi.

11-07-2010

Giovanni Zito

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6 pensieri su “IL CLOWN… di Giovanni Zito

  1. Mio carissimo amico , quanta dolceza e quanta tristesta ,leggo in questa stupenda poesia . Se vuoi proprio sapere , quà la vita non è mica tanto diversa , dà li dentro .
    Tutto è cominciato dà quando questo essere chiamato uomo apparve sulla terra……
    non conosceva nulla, viveva un vita meravigliosa , immerso nella natura …((Era libero)).
    Ma un triste giorno , avvenne qualcosa in lui che l’ho modificò ,voleva vedere qualcosa ,
    che era aldilà della natura , e cominciò a frugare ,giù sempre giù ,senza mai trovare , nulla ….che potesse colmare quel vuoto che era in lui , e che non riusciva a riempire. Fù allorà che scomparve l’amore che era la cosa piu bella del creato ,e venne sostituita dall’odio , rendendo la vita come un inferno ….
    I tentativi sono stati tantissimi ma nulla è apparso allorizzonte , per placare questa tempesta, che ci ha travolto tutti ,cancelando tutto cio che era di più bello , la vita , quel dono meraviglioso che abbiamo avuto quando siamo venuti al mondo , aprendo i nostri occhi e guardandoci tutti insieme l’uno con l’altro dicendoci ,siamo quà sù al lavoro c’è tanto dà fare ,non sprechiamo tempo …..
    E’ questo è un piccolo messaggio per tè mio carisimo amico, di viaggio…scava sempre , non cessare mai di farlo , a nessuno è permesso , neanche quà di tentare la fortuna , che è, dà qualche parte , si deve solo individuarla , possibilmente , e davanti a noi , e non c’è nè siamo mai accorti ..
    Un saluto fratello Giovanni dà una sorella ritrovata .
    Vedi a che cosa è servito scavare ………..

  2. Camilla.degli.Scalzi in ha detto:

    Ciao Giovanni, la tua poesia è molto forte, perchè la tua, è un’esperienza forte. Non so bene cosa dire di fronte alla crudezza delle tue sacrosante asserzioni, io sto fuori e sono tra quelle che possono decidere di aspettare o no la festa, tu non puoi mai, lo so. Certo anche fuori con questi chiari di luna non è poi tanto festa, ma ci sono molte più cose per non pensare, per potersi ubriacare. Gabbie lo stesso?, certo più comode, più camuffate, più capaci di soddisfare il creativo, forse, ma non sempre.
    Lì, lo so, fai continuamente i conti con te stesso, ci sei obbligato, questo volevano in fondo, ma potresti imparare proprio da lì a diventare più accogliente con te stesso, imparare ad amarti, a capire che ogni vita è troppo importante e che la torsione del tuo corpo ci può essere solo se lo vuoi tu, passa comunque dalla tua volontà. Si può sempre riuscire ad organizzare anche il poco. Ma devi volere dentro di te di portare avanti la sfida di vivere nonostante tutto, come una pianta grassa, sorridendo a te stesso davanti allo specchio ogni mattina, al risveglio. Il risveglio anche è una festa in fondo. Se hai lo specchio fallo lì davanti, guardandoti e facendo muovere ogni muscolo facciale, altrimenti sorridendo lo stesso e più a lungo possibile, come una tecnica di sopravvivenza importante che va curata, per non perdere mai la capacità di farlo, proprio quella capacità dei muscoli facciali che si può atrofizzare in luoghi come quello. Contrasta in ogni modo la torsione del tuo corpo che viene dalla gabbia, fai ginnastica, curati sempre come se dovessi uscire pr un appuntamento con una bella donna, la più bella amico mio.
    Lì non ti manca certo la possibilità di immaginare, di volare fuori con la mente. Ti prego, ascoltami, non prendermi per pazza, sforzati sempre di trovare un modo, di dare un senso sempre alla tua vita, ad una tua ricerca. La vita è così forte che può trovare delle forme anche tra le pietre, lo sai.
    Un mio amico in carcere, un amico che aveva l’ergastolo, 99999, e che ora è uscito, per dipingere si faceva portare la terra da tante parti del mondo e ha realizzato quadri che ora che sta fuori può far vedere agli altri per spiegare, a quelli che erano rimasti fuori, almeno apparentemente, o quantomeno in una condizione di un vissuto diverso dal suo, almeno apparentemente. Oggi egli lavora sul tentativo di costruire un legame umano tra il fuori e il dentro, difficile quando le esperienze sono così diverse e cerca sempre, ancora, di dare parole al se stesso di allora, potendosi narrare liberamente. Non gli sembra ancora vero di esserci, di essere sopravvissuto, ma ce l’ha fatta e ha dato a me e a tanti altri la possibilità di non aver paura, di distruggere delle gabbie mentali, ti sembra poco? Il carcere vero te le sa mostrare più di quello nascosto se tu lo vuoi e se resisti!
    Ti abbraccio forte, sperando che da lì tu riesca a sentire il mio abbraccio. <3

  3. Carla Francesconi in ha detto:

    Tu potresti fare la tua parte di detenuto e nulla più e noi potremmo fare la nostra parte di “liberi” e non starci a interessare di cose che non ci riguardano. Ma in realtà sarebbe solo ciò che le convenzioni ci suggeriscono. Allora meglio mettersi quella che per molti è una maschera, ma è il tentativo di alcuni di tirare fuori ciò che è davvero l’uomo: comunicazione, amore.

    Per fame – di verità,

    per sete – di un senso,

    per amore – degli uomini.

    Per dare valore all’unica vita che abbiamo.
    Grazie per le interessanti e vivide parole che ci mandi, ti aspetto con molta curiosità!
    Carla.

  4. Anna Maria Zanotti in ha detto:

    Brividi?…li ho avuti dall’inizio alla fine……..perchè poi alla fine ho letto la data in cui hai scritto questa meraviglia, era il mio compleanno e così questa poesia l’ho sentita ancora più mia…..Non smettere di giocare Giovanni, almeno non con noi…….amore e affetto da parte nostra tu li hai, ma se non ti sono arrivati, allora sì…..tu smetti di fare il clown e noi di commentare, non è servito a niente……..Ma se ti abbiamo dato solo una piccolissima parte di ciò che dai a noi……….allora stringiamoci in questo girotondo e giochiamo, urliamo forte che sappiamo amare e vivere anche così…..perchè abbiamo la mente libera, e sappiamo donarci anche in questi modi anomali……… ti abbraccio Giovanni
    P.S. adoro i clown…

  5. Camilla.degli.Scalzi in ha detto:

    Ciao Giovanni, un pensiero è vero non costa niente e tu continui ad essere lì, con tutto il peso della tua condizione e delle tue riflessioni dure, che scaturiscono da un vissuto di tortura senza senso. Però forse questo filo tra il dentro e il fuori serve ad entrambi, anche a me che sono in una gabbia così diversa e apparentemente meno dolorosa della tua. Allora solo un pensiero, solo un pensiero senza parole allora, perchè le parole davanti a te mi sembrano sempre così vuote ed inutili. Un pensiero per te allora, in questo momento, almeno, amico mio

  6. marialuce in ha detto:

    non scappo,
    non faccio finta di niente,
    non ho paura
    ma TU non finisci!

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